Il termine è il 15 settembre. I posti sono 35. Una startup o PMI innovativa italiana che vuole presentarsi a Dubai davanti a investitori, corporate e aziende tecnologiche internazionali può farlo nel Padiglione Italia organizzato dall’Agenzia ICE senza pagare una quota di partecipazione. Restano il viaggio, il soggiorno e soprattutto il lavoro necessario per arrivare negli Emirati con qualcosa di serio da mostrare.
La candidatura a Expand North Star 2026 è aperta dal 7 agosto. L’evento si terrà dall’8 al 10 dicembre al Dubai Exhibition Centre di Expo City Dubai, negli stessi giorni in cui la nuova edizione di GITEX Global porterà nella zona multinazionali, startup, fondi, istituzioni e tecnologie emergenti.
Per le startup italiane a Dubai è una delle opportunità più concrete rimaste in calendario quest’anno. C’è un bando, ci sono criteri di selezione, una data oltre la quale la porta si chiude. E dall’altra parte c’è una città che continua ad aumentare fisicamente lo spazio destinato alle imprese tecnologiche.
Expand North Star 2026: cosa offre alle startup italiane
L’Agenzia ICE organizza la partecipazione italiana in un Padiglione Nazionale di circa 230 metri quadrati. Le aziende selezionate avranno una postazione in open space, grafica con nome e logo, assistenza del personale ICE durante la manifestazione, presenza nelle attività di comunicazione della collettiva italiana e accesso alle iniziative di networking organizzate durante l’evento.
L’adesione al Padiglione è gratuita. Viaggio e soggiorno a Dubai restano invece a carico dell’impresa. La circolare prevede inoltre una penale di 1.000 euro più IVA nei casi indicati dal regolamento e raccomanda la presenza di almeno due persone, perché una postazione lasciata vuota mentre il founder attraversa la fiera per incontrare un investitore serve a poco.
La dimensione interessante di Expand North Star sta nell’accesso concentrato a persone che, normalmente, richiederebbero settimane di appuntamenti e parecchi voli: venture capital, acceleratori, grandi aziende alla ricerca di tecnologie, startup provenienti da decine di Paesi e investitori che arrivano a Dubai sapendo già perché sono lì.
Il sito ufficiale dell’evento è https://expandnorthstar.com/.
Chi può candidarsi entro il 15 settembre
Il bando non è aperto a qualsiasi impresa tecnologica italiana. Possono candidarsi le aziende iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup o PMI innovative.
ICE richiede inoltre un sito aziendale in inglese, la capacità di sostenere pitch e trattative commerciali nella stessa lingua e la presenza a Dubai del founder, di un co-founder o di una persona autorizzata ad assumere impegni per conto della società. Il progetto deve avere superato la fase dell’idea: viene richiesta almeno la validazione del mercato e la ricerca del product-market fit.
Poi comincia la selezione vera. Vengono considerate qualità dell’idea, dimensione del mercato potenziale, scalabilità, modello di business, traction e composizione del team. Se le richieste superano la disponibilità, anche l’ordine di arrivo delle candidature entra nella valutazione.
Tradotto: aspettare il 14 settembre per decidere non è una grande strategia.
Come presentare la domanda
La procedura parte dall’Area Clienti dell’Agenzia ICE e termina con l’invio della documentazione tramite PEC all’indirizzo [email protected].
Servono la scheda di adesione firmata, una visura camerale aggiornata negli ultimi sei mesi, il regolamento ICE sottoscritto e, quando necessario, la documentazione prevista per i prodotti presentati come Made in Italy. Se le candidature ammissibili dovessero superare gli spazi disponibili, ICE si riserva la possibilità di organizzare postazioni condivise e turnazioni. È un dettaglio che vale la pena tenere presente quando si raccontano le opportunità di Dubai. Essere una startup innovativa apre la porta alla candidatura. Poi bisogna essere scelti.
Perché Dubai sta aumentando lo spazio per le imprese tecnologiche
Expand North Star non arriva in una città che ha scoperto le startup quest’anno. Il 17 agosto la Dubai Integrated Economic Zones Authority, DIEZ, ha comunicato che Dubai Airport Freezone, Dubai Silicon Oasis e Dubai CommerCity hanno raggiunto complessivamente un tasso di occupazione del 96% nel primo semestre del 2026. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il numero delle aziende presenti nelle tre zone è aumentato del 13% e la forza lavoro del 24%.
Il 96% è forse meno spettacolare di un rendering di un nuovo grattacielo. Dice però una cosa utile: gli spazi creati per attirare imprese vengono utilizzati.
A gennaio Dubai aveva già approvato un’espansione di Dubai Silicon Oasis da 12,8 miliardi di dirham. Undici miliardi sono destinati a District IO, il nuovo distretto pensato per ricerca, sviluppo e sperimentazione nelle tecnologie avanzate. Il progetto comprende uffici, laboratori, residenze e strutture dedicate soprattutto a intelligenza artificiale e quantum computing, robotica, mobilità intelligente, stampa 3D, Web3 e xTech.
Le previsioni ufficiali parlano di oltre 6.500 aziende ospitabili, più di 70.000 posti di lavoro diretti e indiretti nell’arco di dieci anni e un contributo al PIL di Dubai fino a 103 miliardi di dirham entro il 2036.
Sono obiettivi dichiarati dal governo di Dubai. Vanno trattati per ciò che sono: risultati attesi, non occupazione già creata o ricchezza già prodotta.
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GITEX cambia sede e concentra l’ecosistema
Anche GITEX Global 2026 cambia scala. Il 7 dicembre si aprirà con lo Scale Summit al Dubai World Trade Centre; dall’8 all’11 dicembre il cuore dell’evento si trasferirà al Dubai Exhibition Centre di Expo City Dubai. Expand North Star sarà nello stesso nuovo polo dall’8 al 10 dicembre.
Per una startup significa poter passare da un incontro con un fondo a quello con una corporate senza attraversare Dubai per ore. L’edizione precedente di Expand North Star ha registrato 2.050 startup provenienti da 96 Paesi, oltre 1.300 investitori e 5.340 incontri organizzati in anticipo. Nel 2025 il Padiglione italiano di Agenzia ICE aveva portato negli Emirati 30 startup.
Il numero più interessante, in realtà, è l’ultimo: 5.340 incontri preparati prima dell’apertura dei cancelli. Una fiera del genere comincia settimane prima del volo per Dubai.
Dalla fiera al mercato: la domanda che conta
Esporre per tre giorni e tornare in Italia con cinquanta biglietti da visita serve a poco. La domanda utile è un’altra: Dubai può diventare un mercato, un luogo di sperimentazione o una base di crescita per quella specifica impresa?
La risposta cambia da azienda ad azienda. Una società che vende software B2B ha esigenze diverse da una startup che sviluppa robotica industriale. Un’impresa che vuole aprire una sede deve capire quale struttura societaria scegliere, dove localizzarsi, quali clienti intende servire e quale licenza le serve davvero.
La scelta della free zone, per esempio, dipende dall’attività, dal mercato, dalla struttura aziendale e dalle operazioni che verranno svolte. Anche il regime di Corporate Tax allo 0% previsto per una Qualified Free Zone Person riguarda esclusivamente i redditi qualificanti e richiede il rispetto di condizioni precise.
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Per chi sviluppa AI, robotica, cybersecurity o tecnologie industriali c’è poi una possibilità ulteriore: usare Dubai per testare prodotti insieme ad aziende, università, enti pubblici e investitori.
Dubai Silicon Oasis lavora da anni su ambienti reali di sperimentazione per robotica, droni, veicoli autonomi e applicazioni di intelligenza artificiale. District IO amplia quella logica con laboratori e strutture dedicate alla ricerca e allo sviluppo.
La fiera può quindi essere il primo appuntamento. Il mercato vero comincia il giorno dopo.
Italia e Dubai stanno costruendo più occasioni di incontro
Negli ultimi mesi sono comparsi alcuni fatti che, messi uno accanto all’altro, meritano attenzione.
Dubai Chambers ha incontrato in Italia rappresentanti del sistema produttivo per favorire nuovi rapporti commerciali con le imprese italiane. Il 25 giugno la Farnesina ha annunciato una nuova sezione da 200 milioni di euro del Fondo 394/81 dedicata alle aziende che intendono investire nell’intelligenza artificiale.
Nel frattempo GITEX ha deciso di fare il viaggio inverso.
Il 21 e 22 aprile 2027 Roma ospiterà GITEX AI Mediterranean Italy, con aziende, startup e investitori attivi nei settori dell’intelligenza artificiale, cybersecurity, quantum computing, infrastrutture digitali, mobilità e tecnologie industriali.
Tre iniziative diverse non fanno ancora un sistema. Fanno però intravedere un corridoio tecnologico più leggibile tra Italia ed Emirati. Una startup italiana può guardare a Dubai per cercare capitale, clienti e possibilità di sperimentazione; dall’altra parte, imprese e investitori emiratini hanno sempre più occasioni per incontrare tecnologia e competenze italiane.
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Candidarsi conviene a tutti?
No.
Una startup che non riesce ancora a spiegare in inglese cosa vende, chi dovrebbe comprarlo e perché quel prodotto dovrebbe interessare a un cliente di Dubai rischia di trasformare Expand North Star in una trasferta costosa. Vale lo stesso per chi parte con l’idea di andare alla fiera semplicemente per “vedere cosa succede”.
Tre giorni hanno un altro peso quando l’azienda arriva con una lista di investitori da incontrare, alcune corporate nel mirino, un pitch già provato e un obiettivo commerciale preciso. Il Padiglione ICE elimina una parte del costo e della complessità organizzativa. Il resto va preparato prima.
Il 15 settembre arriverà tra venticinque giorni. Per chi ha già un prodotto, un mercato da cercare e qualcosa da negoziare possono bastare. Per chi deve ancora capire perché dovrebbe andare a Dubai, probabilmente no.
Fonti principali: Agenzia ICE, Expand North Star, GITEX Global, Government of Dubai Media Office, Dubai Integrated Economic Zones Authority, Dubai Silicon Oasis, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.











