QUESTO ARTICOLO IN SINTESI
Mentre i voli tra Roma e Dubai tornano a 14 frequenze settimanali e il travel advisory italiano viene revocato, Dubai manda un segnale diverso e meno visibile: l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia e il rappresentante europeo di Dubai Chambers siedono di persona al Consiglio Generale di Confindustria Sardegna Meridionale per incontrare le imprese italiane. Dubai Chambers non aspetta che le imprese italiane arrivino a Dubai a chiedere come entrare nel mercato emiratino. Va a trovarle in Italia, nelle sale riunioni di Confindustria, con l’ambasciatore al suo fianco.
È un gesto preciso, quello compiuto a Cagliari il 30 giugno 2026. S.E. Abdulla Al Subousi, ambasciatore straordinario e plenipotenziario degli Emirati Arabi Uniti in Italia, e Stefano Antonelli, Chief Representative per l’Europa di Dubai Chambers, hanno partecipato a un incontro diretto con il sistema produttivo sardo per aprire canali concreti di collaborazione nei settori agroalimentare, energia, meccanica, impiantistica, costruzioni, tecnologie ambientali e innovazione. Il presidente di Confindustria Sardegna Meridionale, Antonello Argiolas, ha definito la pace nel Golfo un’infrastruttura immateriale dello sviluppo, capace di restituire fiducia agli investitori e riaprire i canali per investimenti, scambi e cooperazione. Gli Emirati, ha aggiunto, rappresentano per le imprese italiane molto più di un mercato di destinazione: sono una porta d’accesso a una regione in trasformazione e un interlocutore con cui costruire alleanze industriali, tecnologiche e finanziarie.
Per le imprese italiane a Dubai, e per quelle che ci stanno pensando, questo incontro dice una cosa sola: il momento in cui muoversi è adesso, mentre le opportunità prendono forma e non quando sono già state colte da altri. Lo ha detto Argiolas stesso, con quella franchezza insolita nei comunicati istituzionali.
Indice
- Perché Dubai Chambers viene in Italia
- I settori aperti per le PMI italiane
- La doppia direttrice: esportare e attrarre
- Il contesto che rende l’incontro rilevante
- Cosa fare adesso se hai un’impresa italiana
Perché Dubai Chambers viene in Italia
Dubai Chambers è l’istituzione che rappresenta la comunità imprenditoriale di Dubai nel mondo. Avere il suo Chief Representative europeo a Cagliari, seduto accanto all’ambasciatore emiratino, in una sala Confindustria, è un segnale di interesse attivo verso le PMI italiane, incluse quelle lontane dai grandi poli industriali del Nord.
Dubai ha già attivato percorsi simili con Veneto, Lombardia e Toscana negli anni passati. La Sardegna entra adesso in questo circuito, con un vantaggio rispetto alle regioni che l’hanno preceduta: arriva in un momento in cui i prezzi di insediamento negli Emirati sono più bassi rispetto al picco del 2025, e in cui Dubai sta attivamente cercando nuovi partner internazionali per diversificare il proprio tessuto produttivo oltre il petrolio e il turismo.
I settori aperti per le PMI italiane
L’incontro ha identificato i settori in cui la Sardegna, e più in generale le PMI italiane, possono esprimere maggiore potenziale competitivo negli Emirati: agroalimentare, energia, meccanica, impiantistica, costruzioni, tecnologie ambientali, servizi avanzati e innovazione.
Agroalimentare: il Made in Italy che Dubai compra
Per le imprese italiane a Dubai, l’agroalimentare è il settore con il percorso più consolidato. Dubai importa prodotti italiani di qualità in volumi crescenti, e la domanda di prodotti autentici da parte di una comunità di expat italiani superiore alle 21.000 persone crea un mercato interno preciso e misurabile. Una PMI sarda che produce olio, vino, formaggi o conserve ha davanti un mercato di 3,5 milioni di persone con reddito medio alto e una cultura dell’acquisto orientata alla qualità.
Energia e tecnologie ambientali: la priorità strutturale degli Emirati
Gli Emirati hanno obiettivi ambiziosi sulla transizione energetica e cercano partner tecnologici internazionali. Per le imprese italiane specializzate in energie rinnovabili, efficienza energetica e tecnologie ambientali, Dubai offre commesse pubbliche e private di dimensioni che il mercato italiano raramente propone.
La doppia direttrice: esportare e attrarre
L’incontro ha impostato il percorso su due direzioni simultanee. La prima: favorire l’accesso delle imprese italiane al mercato degli Emirati Arabi Uniti. La seconda: promuovere l’Italia come destinazione di nuovi investimenti emiratini.
Questa seconda direzione è quella meno discussa e più interessante. I fondi sovrani emiratini e i family office di Dubai hanno capitali da allocare e cercano destinazioni sicure in Europa. L’Italia, con il suo patrimonio immobiliare, la sua filiera agroalimentare e il suo sistema manifatturiero, è una destinazione che gli investitori emiratini conoscono e apprezzano. Costruire ponti istituzionali significa anche aprire questa porta in direzione opposta.
In questo contesto si inserisce la revoca del travel advisory italiano per Dubai avvenuta il 1° luglio 2026, che ha rimosso gli ultimi ostacoli formali per chi vuole muoversi tra i due paesi.
Il contesto che rende l’incontro rilevante
L’incontro di Cagliari si è svolto il giorno prima della revoca del travel advisory italiano, in un momento in cui la crisi di marzo era formalmente conclusa ma ancora fresca nella memoria degli operatori. Scegliere quel momento per un’iniziativa di questo tipo non è stato casuale.
Dubai ha attraversato quattro mesi difficili, con turismo fermo, voli ridotti e mercato immobiliare in calo. La ripresa è in corso, e gli Emirati stanno usando questa fase per costruire relazioni che dureranno oltre il ciclo congiunturale. Un’impresa italiana che entra nel sistema Dubai Chambers adesso lo fa in un momento di attenzione istituzionale alta e concorrenza internazionale ancora ridotta.
Cosa fare adesso se hai un’impresa italiana
Il percorso pratico per un’impresa italiana interessata al mercato emiratino parte da Dubai Chambers Europe, il punto di contatto diretto con il sistema istituzionale di Dubai. Stefano Antonelli, che ha partecipato all’incontro di Cagliari, è il Chief Representative per l’Europa e il referente per le imprese italiane che vogliono esplorare opportunità di insediamento, distribuzione o partnership negli Emirati.
Il secondo passo è capire quale forma di presenza sul mercato emiratino sia più adatta alla propria struttura aziendale: una società in free zone, un accordo di distribuzione con un partner locale, o una presenza commerciale diretta. Tre modelli diversi con costi, vantaggi e tempi di attivazione molto differenti tra loro.
Chi aspetta il momento perfetto per muoversi verso Dubai di solito lo aspetta un momento troppo a lungo. L’ambasciatore che va a Cagliari a incontrare le PMI sarde è già un segnale abbastanza chiaro su dove si trovano le opportunità adesso.








