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Agroalimentare italiano a Dubai: Confagricoltura ci crede

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QESTO ARTICOLO IN SINTESI

Agroalimentare italiano a Dubai: Confagricoltura ci crede

Mentre molti ancora valutano se Dubai sia tornata sicura per gli affari, Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, era già lì. Per l’agroalimentare italiano Dubai rappresenta oggi il mercato più accessibile e strutturato del Golfo Persico. A Dubai, insieme all’ambasciatore d’Italia Lorenzo Fanara, a incontrare il sottosegretario emiratino al Commercio Estero e quello al Cambiamento Climatico e Ambiente. Due incontri istituzionali di peso, in una settimana in cui il sistema Italia ha scelto di tornare negli Emirati Arabi con le valige in mano, non con i comunicati.

Per l’agroalimentare italiano a Dubai la visita di Giansanti non è un segnale simbolico. È il follow-up di un accordo strategico firmato a gennaio 2026 tra Confagricoltura e Abu Dhabi, con un impegno già preso da aziende agricole italiane interessate ad espandere la propria operatività internazionale negli Emirati. Quattro mesi di crisi geopolitica hanno rallentato i tempi, non cancellato l’intenzione.

Il contesto in cui si inserisce questa settimana di incontri è quello della ripresa strutturata: travel advisory revocato dal 1° luglio, voli dall’Italia tornati a frequenze normali, prezzi immobiliari e commerciali ancora scontati rispetto al picco del 2025. Chi si muove adesso si muove in un mercato che sta tornando alla normalità con costi di ingresso ancora favorevoli.

La missione di Fanara e Giansanti non si è fermata al settore agroalimentare. A Ras Al Khaimah, alla B-CAD Emirates Convention 2026, l’ambasciatore ha incontrato aziende italiane per promuovere l’eccellenza italiana nel design, nell’architettura e nella pianificazione urbana. Il Made in Italy negli Emirati nel 2026 è un progetto su più tavoli aperti contemporaneamente.


Indice

  1. L’accordo di gennaio: cosa aveva già firmato Confagricoltura
  2. Gli incontri istituzionali di questa settimana
  3. Perché gli Emirati comprano agroalimentare italiano
  4. Il design e l’architettura: il secondo fronte
  5. Come avvicinarsi al mercato emiratino adesso

L’accordo di gennaio: cosa aveva già firmato Confagricoltura

A gennaio 2026, prima che la crisi di marzo bloccasse i voli e svuotasse gli hotel, Confagricoltura aveva già firmato una collaborazione strategica con Abu Dhabi per il settore agroalimentare. L’accordo prevedeva l’invio di una delegazione guidata da Giansanti negli Emirati, con la partecipazione di aziende agricole italiane interessate ad allargare il proprio raggio di operatività internazionale.

Il follow-up dopo la crisi

La crisi ha spostato i tempi ma non ha interrotto il percorso. La visita di questa settimana è esattamente quella delegazione che era stata annunciata a gennaio, con quattro mesi di ritardo dovuti alla situazione geopolitica. Che le trattative siano riprese subito dopo la revoca del travel advisory dice qualcosa sulla solidità dell’interesse reciproco: non si aspettava che le cose si sistemassero da sole, si è ripreso il filo dal punto in cui era stato lasciato.

Gli incontri istituzionali di questa settimana

L’ambasciatore Fanara, insieme a Giansanti, ha incontrato Mohammed Al Nuaimi, sottosegretario del Cambiamento climatico e dell’Ambiente, e Fahad Al Gergawi, sottosegretario del Commercio Estero. Due interlocutori che coprono i due assi principali del sistema agroalimentare emiratino: la sostenibilità ambientale delle produzioni, che è un requisito crescente per l’import negli UAE, e i canali commerciali ufficiali per l’accesso al mercato. Italpress

La B-CAD Emirates Convention

Sempre questa settimana, a Ras Al Khaimah, Fanara ha avuto una serie di incontri con numerose aziende italiane per promuovere l’eccellenza italiana nel design, nell’architettura e nella pianificazione urbana alla B-CAD Emirates Convention 2026. È il secondo fronte della missione italiana negli Emirati: accanto all’agroalimentare, il sistema delle costruzioni e del design che rappresenta un’altra eccellenza italiana con mercato reale negli Emirati.

Un dato: gli Emirati importano oltre il 90% del cibo che consumano. Con una popolazione di 9,9 milioni di persone, un reddito pro capite tra i più alti al mondo e una comunità di expat abituata a standard alimentari elevati, il mercato emiratino è strutturalmente dipendente dall’import di qualità.

Il Made in Italy che funziona a Dubai

L’agroalimentare italiano ha già una presenza consolidata negli Emirati: pasta, olio extravergine, vini, formaggi, conserve e prodotti da forno di qualità si trovano nei supermercati premium e nei ristoranti italiani che a Dubai sono oltre 200. La domanda esiste. Il problema delle PMI italiane non è trovare clienti, è strutturare la distribuzione in modo che reggano i volumi e i margini una volta sottratti i costi logistici e doganali.

L’accordo Confagricoltura-Abu Dhabi punta esattamente a questo: costruire canali istituzionali che rendano l’accesso al mercato emiratino più sistematico e meno dipendente dall’iniziativa del singolo imprenditore.

Dubai costruisce continuamente. Si sa. Nuovi quartieri, nuovi hotel, nuove infrastrutture pubbliche. La domanda di design italiano, di materiali di qualità, di studi di architettura con esperienza internazionale è reale e misurabile nei bandi pubblici emiratini.

La presenza di Fanara alla B-CAD Emirates Convention non è diplomatica nel senso cerimoniale del termine. È commerciale: portare aziende italiane del design e dell’architettura davanti agli interlocutori giusti nel momento in cui Dubai sta pianificando la prossima fase di sviluppo urbano, quella post-crisi, con i cantieri già aperti per la Gold Line della metropolitana e l’espansione dell’Al Maktoum Airport.

Come avvicinarsi al mercato emiratino adesso

Per un’azienda agroalimentare italiana che vuole seguire il percorso aperto da Confagricoltura, il punto di accesso più diretto è la rete di Confagricoltura stessa, che ha già un canale istituzionale attivo con Abu Dhabi. Parallelamente, Dubai Chambers Europe, che la settimana scorsa ha incontrato Confindustria Sardegna, è il secondo sportello istituzionale per chi vuole esplorare opportunità commerciali negli Emirati.

Per le aziende del design e dell’architettura, la B-CAD Emirates Convention è l’appuntamento annuale di riferimento. La prossima edizione è già in calendario a Ras Al Khaimah.

Il sistema Italia negli Emirati si sta muovendo su più fronti contemporaneamente, con una coordinazione istituzionale che non si vedeva da anni. Chi aspetta che le opportunità si presentino da sole di solito trova che qualcun altro le abbia già colte.


La Redazione

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