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L’eredità di Expo 2020 Dubai

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“I cancelli sono chiusi, ma i ricordi rimangono. Until we meet again”. Sono queste le parole esposte all’ingresso del sito Expo 2020 Dubai, la prima esposizione universale tenutasi in Medio Oriente.

Expo 2020 Dubai: un’eccezione alla regola

Expo City, Mobility District, strutture arboree moderne artificiali

Nel corso della storia, le esposizioni mondiali sono state centri di innovazione, dove le imprese architettoniche e le invenzioni venivano svelate per la prima volta al mondo. Tuttavia, storicamente si è rivelato difficile per i Paesi ospitanti mantenere lo stesso grado di attenzione ai piani di sviluppo per i siti espositivi, arrivati alla fine della loro corsa. Finora, l’eredità dei siti Expo ha sempre seguito tendenze simili: i siti diventano, generalmente, punti di riferimento architettonici, parchi, luoghi di spettacolo o musei. La maggior parte dei padiglioni vengono abbattuti sulla base di accordi contrattuali tra i Paesi ospitanti e quelli partecipanti.

Dubai sta cercando di invertire la rotta. I piani del Ministro di Stato degli Emirati Arabi Uniti sono di creare un nuovo distretto con il patrimonio lasciato da Expo 2020 Dubai: l’intenzione è quella di creare un modello per aree urbane innovative ed orientate alla collaborazione e alla condivisione delle conoscenze a beneficio delle generazioni future.

Expo City a Dubai: la città sostenibile del futuro

L’eredità di Expo 2020 Dubai è sempre stata un fattore integrante del suo sviluppo ed esecuzione, come parte del Dubai 2040 Urban Master Plan. Questo piano pone le basi per Expo City, un nuovo hotspot economico e di crescita, supportato da numerose attività di esposizione e di logistica integrata.

Vicino a Jebel Ali, la più grande Free Zone nel territorio che contribuisce al 21% del PIL complessivo di Dubai, Expo City avrà un ruolo da protagonista nelle prossime pianificazioni strategiche: si prevede, infatti, che il distretto diventi una zona franca a tutti gli effetti e centro commerciale, destinato ad ospitare, oltre a startup e piccole e medie imprese, le più influenti multinazionali al mondo.
Il primo appeal di Expo City per i pionieri ed i giganti del settore tecnologico e AI, combinato al recente annuncio di Dubai Metaverse Strategy, posizionerebbe l’Emirato come leader nelle ricerche e sviluppo del Metaverso.

Expo City possiede, inoltre, una pianificazione urbana sostenibile ed incentrata sull’uomo: il distretto darà, infatti, priorità alla salute e al benessere fisico e mentale della sua comunità. Questo progetto riflette i temi cardine di Expo 2020 Dubai: opportunità, mobilità e sostenibilità.
Le auto non saranno ammesse in tutto il sito, orientando, così, residenti e visitatori all’utilizzo di metodi di mobilità “dolce”, e non sarà consentito l’utilizzo di plastica monouso.

Al Wasl Dome, centro di Expo City Dubai

Con un focus sulla sostenibilità, l’energia pulita ed un approccio alla progettazione urbana antropocentrico, Expo City si fa strada nella Dubai Clean Energy Strategy 2015.

Il desiderio di connessione di Dubai

Molti dei padiglioni e delle attrazioni più popolari di Expo 2020 Dubai rimarranno a Expo City. La cupola alta quasi 70 metri, così come la fontana surreale che sfida la gravità e la torre di osservazione Garden in the Sky continueranno ad affascinare il pubblico come spazio per eventi permanenti.

Sono in corso trattative affinché molti padiglioni nazionali continuino le operazioni come attrazioni turistiche, centri diplomatici o commerciali per i rispettivi Paesi. Il riutilizzo di queste strutture garantirà, ulteriormente, il commercio e gli investimenti tra i Paesi.

L’eredità di Expo City riflette le iniziative degli Emirati Arabi Uniti di essere leader sulla scena internazionale in termini di sostenibilità, tecnologia e business.
Il Dubai Exhibition Center, padiglione centrale dell’esposizione, ospiterà le prossime sessioni della conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.

Un nuovo capitolo per Expo 2020 Dubai

Tim Van Vrijaldenhoven, studioso noto per aver studiato la tendenza dei mega-eventi a trasformarsi in “elefanti bianchi”, ha detto di essere impressionato dalla pianificazione dell’eredità a Dubai. Mentre crede che i siti scollegati dall’esposizione di una città diventino luoghi “di fine linea”, Dubai sarà una storia diversa e un modello per i futuri Paesi ospitanti. Expo City a Dubai sarà finalmente la risposta giusta alla difficile domanda di come affrontare l’eredità delle esposizioni.

Il distretto ha fatto grandi progressi sui suoi piani ambiziosi, assicurandosi il sostegno di partner nazionali ed internazionali.
Se Dubai riuscirà nel suo intento, la prima esposizione mondiale tenutasi in Medio Oriente potrebbe diventare il nuovo standard internazionale nella pianificazione dell’eredità e dei patrimoni culturali.

La Redazione

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