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Agentic AI a Dubai: 14.000 aziende entrano nella nuova fase

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Quattordicimila aziende, novanta presidenti di Business Groups e Business Councils riuniti attorno allo stesso progetto e una nuova Academy costruita per portare l’intelligenza artificiale dentro i processi quotidiani delle imprese. Il 1° settembre Dubai Chambers ha avviato i percorsi di formazione sull’Agentic AI destinati a oltre 14.000 società, trasformando in una fase operativa il programma annunciato pochi mesi fa per accompagnare il settore privato dell’emirato verso sistemi di intelligenza artificiale capaci di eseguire attività con un grado crescente di autonomia.

La parola importante, questa volta, non è semplicemente AI. Dubai utilizza esplicitamente l’espressione Agentic AI, intelligenza artificiale agentica: sistemi progettati per ricevere un obiettivo, organizzare una sequenza di azioni, utilizzare strumenti e dati disponibili e portare avanti parti di un processo senza aspettare una nuova istruzione umana a ogni passaggio. Per un’impresa significa iniziare a guardare oltre il chatbot al quale si chiede di scrivere una mail o riassumere un documento. Il terreno che interessa ora è quello delle operazioni.

Agentic AI Dubai: cosa parte oggi

La formazione verrà erogata attraverso la nuova Dubai Chambers Academy, piattaforma digitale integrata che affianca ai programmi tradizionali percorsi specifici dedicati all’Agentic AI. I partecipanti lavoreranno sugli strumenti disponibili, sulle possibili applicazioni aziendali e sul modo in cui questi sistemi possono intervenire su efficienza operativa, produttività e processi decisionali.

Dubai Chambers indica come destinatari oltre 14.000 aziende appartenenti ai Business Groups e Business Councils della Dubai Chamber of Commerce. Non significa quindi che da oggi qualsiasi società registrata nell’emirato venga automaticamente iscritta a un corso: il primo perimetro dichiarato riguarda le imprese che fanno parte di queste strutture rappresentative.

La distinzione conta perché permette di leggere meglio l’esperimento. Dubai non sta formando soltanto aziende tecnologiche che già lavorano con l’intelligenza artificiale; utilizza i propri gruppi imprenditoriali per portare la tecnologia dentro settori diversi dell’economia. Il punto sarà verificare cosa succede quando un sistema agentico incontra amministrazione, vendite, customer service, procurement, logistica, analisi e gestione delle attività di un’impresa che fino a ieri utilizzava l’AI soprattutto come assistente.

Cos’è l’Agentic AI e perché è diversa da ChatGPT

La differenza si vede bene con un esempio. Un sistema di AI generativa può ricevere una serie di dati sulle vendite e produrre un report. Un sistema agentico, se progettato e autorizzato a farlo, può analizzare quegli stessi dati, individuare un’anomalia, consultare altre fonti aziendali, preparare una possibile azione correttiva e avviare alcuni passaggi previsti dal workflow.

L’essere umano continua a stabilire obiettivi, permessi, limiti e controlli. Cambia il tratto intermedio.

È questo passaggio che rende la tecnologia economicamente interessante e contemporaneamente più delicata. Dare a un software la capacità di generare una risposta sbagliata produce un problema; permettergli di compiere un’azione sbagliata può produrre una conseguenza aziendale. Più cresce l’autonomia, più diventano importanti qualità dei dati, autorizzazioni, cybersecurity, supervisione e responsabilità.

Dubai ha scelto comunque di accelerare. Il 4 maggio Sheikh Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum aveva annunciato un programma biennale per la transizione del settore privato verso l’Agentic AI, indicando l’obiettivo di fare dell’emirato la città leader mondiale nell’adozione economica e commerciale di questa tecnologia.

Il programma non finisce con 14.000 corsi

La formazione annunciata oggi è soltanto uno dei pezzi della struttura.

A giugno Dubai Chambers ha costituito un Executive Committee for Agentic AI incaricato di approvare percorsi specialistici, contribuire alla creazione di incubatori dedicati alle aziende che sviluppano soluzioni agentiche, sostenere le imprese del settore e favorire la condivisione di competenze. Nella roadmap annunciata a maggio compaiono anche fondi dedicati e nuove opportunità rivolte ai giovani che costruiscono imprese e applicazioni in quest’area.

La sequenza è interessante. Prima Dubai ha definito un obiettivo politico; poi ha costruito una struttura di governance; ora porta la formazione dentro 14.000 aziende e, parallelamente, prepara incubatori e strumenti finanziari per chi dovrà fornire le tecnologie necessarie alla trasformazione.

È un modo abbastanza riconoscibile di procedere nell’emirato: creare contemporaneamente domanda e offerta. Da una parte migliaia di imprese vengono spinte a comprendere e utilizzare nuovi strumenti; dall’altra si costruisce un ecosistema per aziende, startup e professionisti capaci di svilupparli.

Non riguarda soltanto le aziende tecnologiche

Qui si trova forse il passaggio economicamente più rilevante. L’AI applicata all’impresa è stata raccontata per anni come un mercato soprattutto per software company, banche, grandi corporation o startup digitali. L’Agentic AI sposta gradualmente il problema verso i processi interni di qualsiasi organizzazione abbastanza strutturata da avere attività ripetitive, dati e decisioni da prendere.

Una società immobiliare può avere centinaia di lead da classificare e seguire. Un’impresa logistica deve incrociare ordini, disponibilità, percorsi e imprevisti. Un retailer gestisce scorte, promozioni, clienti e fornitori. Uno studio professionale raccoglie documenti, controlla scadenze, prepara comunicazioni e aggiorna dossier.

Non significa affidare queste attività domani mattina a un agente AI senza controllo. Significa che una parte crescente dei workflow può essere scomposta e affidata a sistemi capaci di svolgere più passaggi consecutivi entro parametri stabiliti.

Ed è proprio sulle applicazioni pratiche che Dubai Chambers dichiara di voler concentrare i nuovi percorsi: capire quali strumenti esistono, individuare dove possano essere inseriti nell’azienda e trasformare una tecnologia ancora poco compresa in soluzioni che incidano sui processi.

Anche il governo degli Emirati sta facendo la stessa scommessa

Il settore privato non è un esperimento isolato. Ad aprile il governo federale degli Emirati ha annunciato l’obiettivo di portare Agentic AI nel 50% dei settori, servizi e operazioni governative entro due anni, con sistemi capaci di supportare esecuzione autonoma e processi decisionali.

A maggio il governo ha poi approvato il framework federale che definisce ruoli e responsabilità dei ministeri e degli enti coinvolti nella trasformazione.

Si forma così una sovrapposizione poco comune: amministrazione pubblica e imprese private stanno ricevendo nello stesso periodo un obiettivo di trasformazione basato sulla stessa generazione di tecnologie. Se il programma manterrà le proprie scadenze, nei prossimi due anni Dubai potrebbe diventare uno dei luoghi più interessanti per osservare cosa accade quando l’Agentic AI smette di essere principalmente una dimostrazione tecnologica e incontra organizzazioni che devono pagare stipendi, acquisire clienti e produrre risultati.

Cosa cambia per chi lavora nell’AI a Dubai

QuiDubai aveva già osservato nei mesi scorsi un mercato del lavoro nel quale le aziende cercavano sempre meno profili genericamente “tech” e sempre più AI engineer, machine learning specialist, data architect e figure capaci di portare l’intelligenza artificiale dentro i processi aziendali.

Il programma Agentic AI aggiunge un altro livello. Se migliaia di imprese inizieranno concretamente a introdurre questi strumenti, il mercato non avrà bisogno soltanto di chi costruisce modelli. Serviranno persone capaci di collegare sistemi, dati, sicurezza, processi aziendali e obiettivi economici.

È facile prevedere che una parte della domanda si sposterà verso AI automation, integrazione, governance, process design e gestione di sistemi agentici. La dimensione effettiva di questo mercato, però, dipenderà dalla velocità con cui le imprese passeranno dalla formazione alla sperimentazione e dalla sperimentazione alla produzione.

Ed è lì che i 14.000 partecipanti diventano più interessanti del numero in sé. Sono un potenziale bacino di domanda.

Dubai cerca anche chi costruirà gli agenti

L’apertura non riguarda soltanto il lavoro dipendente. Dubai Chambers sta lavorando anche sulla nascita e sull’attrazione di imprese specializzate.

La collaborazione annunciata ad agosto con NASSCOM, organizzazione che rappresenta oltre 3.500 aziende dell’industria tecnologica indiana, comprende esplicitamente lo sviluppo della cooperazione sull’Agentic AI e il sostegno alla sua adozione nei modelli di business.

Per una startup italiana che sviluppa automazione, AI verticale, cybersecurity, piattaforme dati o soluzioni business-to-business, questo movimento merita attenzione. Un mercato nel quale migliaia di imprese vengono formate per capire come adottare una nuova tecnologia può diventare anche un mercato nel quale aumentano le aziende alla ricerca di fornitori capaci di implementarla.

QuiDubai ha raccontato recentemente l’opportunità offerta alle startup innovative italiane attraverso Expand North Star 2026, che porterà a dicembre aziende e investitori proprio dentro l’ecosistema tecnologico della città.

Le due notizie appartengono allo stesso scenario: Dubai vuole attrarre aziende tecnologiche, ma contemporaneamente sta lavorando affinché il proprio mercato interno abbia ragioni concrete per acquistare le loro tecnologie.

Il vero ostacolo arriverà dentro le aziende

Formare 14.000 imprese è più semplice che trasformarne 14.000.

Tra un corso e un processo aziendale autonomo ci sono software esistenti, dati spesso disordinati, sistemi che non comunicano, dipendenti che devono cambiare abitudini, responsabilità da assegnare e investimenti da giustificare. Una PMI può comprendere perfettamente il potenziale dell’Agentic AI e scoprire che il primo lavoro da fare riguarda la qualità del proprio CRM.

È probabilmente qui che il programma di Dubai incontrerà la sua prova più seria.

L’Agentic AI promette valore quando riesce a intervenire su attività abbastanza complesse da produrre un risparmio significativo e abbastanza controllabili da permettere all’azienda di affidarle a un sistema. Trovare quel confine richiede più competenza organizzativa di quanto suggeriscano molte dimostrazioni tecnologiche.

Per questo la formazione conta. La domanda che un’impresa dovrebbe porsi non è semplicemente quale agente AI acquistare, ma quale processo abbia senso ridisegnare e quale grado di autonomia sia disposta ad affidargli.

Il vantaggio che Dubai sta cercando

Il programma dura due anni. È un periodo breve rispetto alla trasformazione di migliaia di aziende e lunghissimo rispetto alla velocità con cui cambiano oggi i modelli di intelligenza artificiale.

Dubai ha deciso di lavorare proprio dentro questa contraddizione.

Mentre gran parte del dibattito globale cerca ancora di capire dove finirà l’AI generativa, l’emirato sta preparando imprese, governo, incubatori e capitale per la fase successiva. Non sappiamo ancora quante delle 14.000 aziende arriveranno a utilizzare sistemi agentici nei propri processi né quanto valore economico riusciranno a produrre.

Da oggi, però, c’è un luogo nel quale quella domanda verrà testata su scala particolarmente grande.

E questa volta il laboratorio non è una software house. È il settore privato di una città intera.


FAQ – Domande frequenti

Cos’è l’Agentic AI?

L’Agentic AI indica sistemi di intelligenza artificiale progettati per perseguire un obiettivo attraverso più azioni successive, utilizzando informazioni e strumenti disponibili con un grado di autonomia superiore rispetto a un normale chatbot. Permessi, limiti e controllo umano rimangono elementi essenziali della loro implementazione.

Quante aziende formerà Dubai Chambers sull’Agentic AI?

Dubai Chambers ha annunciato percorsi rivolti a oltre 14.000 aziende appartenenti ai Business Groups e Business Councils della Dubai Chamber of Commerce.

Quanto durerà il programma Agentic AI di Dubai?

Il programma di trasformazione del settore privato annunciato da Sheikh Hamdan ha una durata prevista di due anni.

La formazione riguarda soltanto aziende tecnologiche?

No. Il programma coinvolge aziende appartenenti ai Business Groups e Business Councils della Camera di Commercio e punta all’applicazione dell’Agentic AI nei processi delle imprese, non soltanto allo sviluppo della tecnologia.

Dubai finanzierà aziende che lavorano nell’Agentic AI?

La roadmap ufficiale prevede incubatori per imprese specializzate nell’Agentic AI e fondi dedicati a sostenere la trasformazione. Le condizioni operative dei singoli strumenti dovranno essere valutate quando verranno pubblicate.

Anche il governo degli Emirati utilizzerà Agentic AI?

Sì. Il governo federale ha annunciato un progetto separato che punta ad applicare sistemi Agentic AI al 50% dei settori, servizi e operazioni governative entro due anni.


Paul Fasciano

Direttore editoriale di QuiDubai.com, Paul k. Fasciano è un mental coach prestato al mondo della comunicazione. E' anche business coach, consulente e autore.

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