La notte del primo marzo. Ve la racconto io

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Erano le 2:47 quando il telefono ha vibrato sul comodino. Un alert. Quel suono non lo vorresti sentire mai, perché è quello che il governo emiratino manda solo quando la situazione è preoccupante. Ho guardato lo schermo con gli occhi ancora mezzi chiusi e ho letto le parole in arabo e in inglese. Seek shelter immediately.

Tutto mi aspettavo, ma non questo. Mi sono alzata.

Dal ventiduesimo piano del mio appartamento a Dubai Marina si vedeva tutto. Le luci della città, il mare, e in lontananza verso nord qualcosa che non avevo mai visto: bagliori nel cielo, silenziosi da questa distanza, come un temporale senza tuono. Ho scattato una foto con il telefono, istintivamente, come si fa quando non si riesce a elaborare quello che si sta guardando. Poi l’ho messa giù. Ho capito subito che non era un temporale.

Ho preso il telefono e ho iniziato a scrivere ai miei contatti. Prima le amiche, poi i gruppi WhatsApp della comunità italiana. Le risposte arrivavano in secondi. Chi era sveglio, chi si era alzato come me, chi non aveva ancora visto l’alert. Ho passato l’ora successiva a rispondere ai messaggi, a dire “sto bene”, a chiedere “state bene?”.

Dubai in quelle ore era silenziosa in un modo strano. Non la quiete normale della notte, quella piatta e ovattata. Era una quiete tesa, come quando trattieni il respiro. Verso le 5 di mattina mi sono fatta un caffè e mi sono seduta sul divano con il laptop. Il caffè era troppo caldo e l’ho tenuto in mano senza berlo per un quarto d’ora, gli occhi fissi sullo schermo. Ho aperto tutti i canali che conosco: WAM, Gulf News, i profili ufficiali del governo. Ho smesso di guardare Twitter dopo dieci minuti. Non serviva a niente, serviva solo ad alimentare un’ansia che non volevo prendesse il sopravvento.

Quello che ho visto nei giorni successivi mi ha colpita più della notte stessa.

I residenti di lungo corso, quelli che vivono qui da anni, si sono mossi con una calma che dall’esterno probabilmente sembrava incredibile. Nessuna corsa ai supermercati, nessun panico visibile per strada. Una signora che conosco, vive a Jumeirah da otto anni, mi ha detto una cosa che mi è rimasta impressa: “Ho più paura a guidare in tangenziale a Milano che qui oggi.” Credo sia una fiducia costruita nel tempo in un sistema che quando dice che funziona, funziona davvero. Siamo dentro a una bolla strana, in cui le cose procedono con una certa normalità, la fiducia regge, ma l’orecchio rimane teso ad ascoltare le ultime notizie. Essere attenti è responsabile. Rimanere calmi lo è altrettanto.

I turisti hanno vissuto un’altra storia. Li capisco. Svegliarsi in un hotel in un paese straniero con un alert sul telefono e i bagagli da fare è un’esperienza da non augurare a nessuno. Il turista non ha parametri reali, non ha abitudini, non ha quel senso di fiducia accumulato nel tempo. Quando vivi in un contesto funzionale, dove quando ti affidi ricevi riscontri positivi, dopo un po’ abbassi un certo tipo di guardia. Se vieni da posti dove succede tutto il contrario, è comprensibile che la prima reazione sia il panico. Quella differenza, tra chi conosce Dubai e chi la stava solo attraversando, dice qualcosa di importante su cosa significa davvero vivere qui.

Io sono ancora qui. Non ho prenotato nessun biglietto di ritorno perché so distinguere il frastuono dalla realtà. Il frastuono lo si sente in certi titoli, in certa informazione che cerca lo share e il click. La realtà, quella mattina alle 6, era che la città stava già ricominciando. Una cosa difficile da raccontare da chi non la vive dal di dentro.


Oggi, 12 marzo 2026, dodici giorni dopo, la situazione è cambiata ancora. Non è la normalità di prima, e probabilmente non lo sarà per un po’. Ma è una normalità nuova, che chi vive qui sta imparando a leggere giorno per giorno. Il mio orecchio resta teso. La vita va avanti. Dubai anche.


Isabelle Palazia

Isabelle Palazia è Business Development Manager per una scale-up tech a Dubai. Vive a Dubai Marina dal 2023 e condivide la sua esperienza expat per aiutare altri italiani a navigare la vita negli UAE. Seguila su Instagram [@isabelle_palazia] per tips quotidiani e behind-the-scenes della vita a Dubai.

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