Gara di tute a reazione a Dubai: ecco i veri supereroi del cielo

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Il 28 febbraio scorso, nella baia di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, si è tenuta la prima edizione di una gara che farà storia: la Flying Suit Race, ossia la prima gara tra tute a reazione. In pratica si è trattato di una gara di volo, nella quale otto piloti, di otto differenti nazioni, tra cui una donna, hanno volato lungo un tracciato che ha unito il molo di Dubai Harbor (il porto di Dubai) con la zona della baia chiamata Skydive Dubai.

Tute a reazione: tra tecnologia e potenza

Le tute a reazione, o jetpacks, sono dispositivi straordinariamente potenti che utilizzano motori turbojet per propellere un individuo nell’aria. I jetpacks moderni, come il JB10 e JB11 di JetPack Aviation, possono raggiungere velocità superiori ai 120 mph e sono in grado di volare fino a 10 minuti a seconda del modello e del carico del pilota​ (JetPack Aviation)​.

Questi dispositivi sono alimentati da combustibili come il kerosene o il diesel e possiedono un sistema di controllo molto sofisticato che permette una manovrabilità notevole. L’operatore può controllare il volo inclinando l’intero motore, piuttosto che solo il getto di spinta​ (Built In)​. Questo consente una stabilità notevole nonostante la potenza concentrata in un dispositivo così piccolo.

La tecnologia dei jetpack non è solo affascinante per i civili, ma ha anche applicazioni pratiche significative. Ad esempio, è stata testata da marines britannici per operazioni rapide su mare, dimostrando la sua utilità in scenari di combattimento. Inoltre, è stata sperimentata anche in missioni di soccorso, come dimostra il test con il Great North Air Ambulance Service nel Regno Unito, dove un jetpack è stato usato per raggiungere rapidamente un paziente in un’area montuosa, riducendo significativamente il tempo di risposta​ (Engadget)​.

Sebbene queste applicazioni dimostrino il potenziale dei jetpacks, ci sono ancora sfide significative da superare, specialmente riguardo l’efficienza del carburante e la durata della batteria nei modelli elettrici​ (Built In)​​ (Engadget)​. Tuttavia, con continui investimenti e ricerca, la tecnologia dei jetpack continua a svilupparsi, promettendo nuove e entusiasmanti possibilità per il futuro. Quelle usate in questa spettacolare gara di cui vi stiamo per parlare, ciascuno zaino ha una spinta pari a 1500 cavalli vapore (un’auto di Formula 1 ha una potenza compresa tra i 726 e i 745 cavalli!) e permette di volare fino a 130 km all’ora.

Una gara da spericolati, ma in sicurezza

Sopra i grattacieli scintillanti di Dubai, otto coraggiosi piloti hanno sfidato la gravità nella prima Jet Suit Race, una gara mozzafiato che ha trasformato il cielo in un palcoscenico per le loro tute a reazione.

Come Iron Man, sospesi su ali di acciaio alimentate da 35 kg di carburante, hanno sorvolato la baia a velocità che sfioravano i 130 km/h, sfidando la resistenza fisica e sfiorando l’acqua con audacia. Nonostante qualche micro collisione e un tuffo inaspettato, la gara ha mostrato al mondo le potenzialità di questa tecnologia, aprendo le porte a un futuro di voli acrobatici e nuove professioni da supereroi.

Limitati da motivi di sicurezza a pochi metri dall’acqua, i piloti hanno domato le loro potenti tute con abilità e coraggio, controllandole con guanti speciali che sprigionavano la potenza di turbine jet. Nonostante le limitazioni di quota, hanno regalato al pubblico uno spettacolo emozionante, un assaggio di un mondo in cui volare tra i palazzi potrebbe diventare realtà.

La Jet Suit Race rappresenta un punto di svolta nella storia del volo umano, un’avventura che supera i confini dell’immaginazione e ci avvicina a un futuro dove la fantascienza diventa realtà.

Il vincitore, un ragazzo di 22 anni

Si tratta di uno sport faticoso ma spettacolare, tanto che per seguire le evoluzioni degli otto piloti sono stati usati dei piccoli droni. Ha vinto il britannico Issa Kalfon, di 22 anni, che ha detto di essere certo che questo sport sia solo agli inizi e che presto diventerà molto popolare. Un altro pilota, Richard Browning, ha detto che volare con queste tute – chiamate da molti “Tute Iron Man” – è un vero sogno e che non sarebbe stato possibile senza la spinta che i fumetti e i film di supereroi della Marvel e della DC hanno dato all’immaginazione dei progettisti.

@richardmbrowning

Wait for it…@ISSA*KALFON coming in 🔥 @paul_stronger @Ryan Hopgood

♬ original sound – RavingReviews

Dai fumetti alla realtà

E noi crediamo abbia ragione: chi non vorrebbe volare come Iron Man o sfrecciare sul pelo dell’acqua come Superman? Intanto, queste tute a reazione vengono studiate e impiegate dalle forze armate di molti Paesi (Stati Uniti e Gran Bretagna tra tutti), ma anche da Vigili del fuoco e Soccorritori di molte nazioni differenti. Sono infatti in grado di decollare facilmente e possono atterrare anche su una nave in movimento o su un piccolo cornicione. Insomma, gli impieghi possibili fanno girare la testa. E forse, assieme a un nuovo sport, sta nascendo una nuova professione: quella del supereroe di mestiere. Noi cominciamo ad allenarci.

Altri dettagli:

  • La gara si è svolta su un percorso di 700 metri con 12 punti di controllo.
  • I piloti hanno dovuto volare a un’altezza minima di 3 metri sopra l’acqua.
  • La gara è stata trasmessa in diretta in tutto il mondo.
  • Si pensa che le tute a reazione possano diventare uno sport popolare in futuro.

La Flying Suit Race è stato un evento storico che ha segnato l’inizio di una nuova era di volo umano. Le tute a reazione sono una tecnologia incredibile che ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui ci muoviamo. È possibile che un giorno tutti noi potremo volare come Iron Man!

Paul Fasciano

Paul k. Fasciano è un Mental Coach prestato al mondo della comunicazione. E' anche Business Coach, Consulente, Editore e Autore.

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