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Paolo Petrocelli e la rivoluzione culturale alla Dubai Opera

Tempo di lettura : 5 minuti

L’ascesa di Paolo Petrocelli al ruolo di Sovrintendente della Dubai Opera segna un punto di svolta per l’intersezione tra cultura e innovazione nella vivace metropoli di Dubai. Attraverso un dialogo esclusivo, esploreremo come le convinzioni di Petrocelli nell’impiego delle arti come forza motrice per lo sviluppo globale stiano modellando un nuovo paradigma culturale. Questa intervista offre uno sguardo interno sulle strategie che Petrocelli intende adottare per trasformare la Dubai Opera in un epicentro di eccellenza artistica e di dialogo interculturale, promettendo di gettare luce sui futuri orizzonti della scena culturale di Dubai.

Un manager culturale alla direzione della Dubai Opera

La traiettoria di Paolo Petrocelli non è stata convenzionale: mosso dalla convinzione che la cultura, le arti e l’educazione rappresentino una delle principali forze positive di sviluppo, crescita e innovazione a livello globale, il giovane manager culturale ha recentemente assunto la prestigiosa carica di Sovrintendente della Dubai Opera, dopo aver ricoperto il ruolo di Direttore Generale presso l’Accademia Stauffer di Cremona.

La sua preparazione e le sue competenze lo hanno portato ad essere riconosciuto come uno dei leader culturali di punta della sua generazione a livello internazionale. Il World Economic Forum lo ha recentemente nominato Young Global Leader e il think-tank Friends of Europe lo ha selezionato come uno dei quaranta giovani leader più influenti d’Europa, ottenendo anche il titolo di European Young Leader. Fondatore dell’organizzazione internazionale EMMA for Peace, Petrocelli ha ricoperto numerosi ruoli di responsabilità, come Assistente alla Sovrintendente per lo sviluppo internazionale e le relazioni esterne del Teatro dell’Opera di Roma e come consulente per lo sviluppo internazionale e progetti speciali al Royal Opera House Muscat in Oman.

Particolarmente attivo nel campo della diplomazia culturale e musicale, Petrocelli ha ricoperto molteplici incarichi di spicco, tra cui quello di Coordinatore per la diplomazia culturale e musicale del World Summit of Nobel Peace Laureates, Esperto per l’Agenzia Esecutiva per l’Istruzione e la Cultura della Commissione Europea, e Advisor culturale per la band di fama mondiale Coldplay. È inoltre Coordinatore del programma di diplomazia culturale presso l’Università Bocconi a Milano e ha sviluppato un corso di formazione in diplomazia culturale per la piattaforma di e-learning della Treccani.

Dubai Opera

L’esperienza in Medio Oriente

Prima di approdare alla Dubai Opera, Petrocelli ha trascorso oltre un decennio nel Medio Oriente, promuovendo collaborazioni culturali con l’Europa. La sua prima esperienza a Dubai risale infatti al 2013. Durante questo periodo ha anche istituito l’organizzazione internazionale EMMA for Peace per promuovere la diplomazia musicale nell’area dell’Euro-Mediterraneo.
Nella sua attuale posizione, Petrocelli ha dato nuovo slancio alla Dubai Opera, promuovendo una nuova visione fondata sull’eccellenza artistica e l’innovazione. Ha organizzato eventi di grande risonanza, come il concerto dell’Orchestra del Teatro alla Scala, che si è esibita per la prima volta a Dubai.

Oggi abbiamo l’opportunità unica di approfondire la visione e le aspirazioni dietro il successo di Paolo Petrocelli. La sua guida illuminata alla Dubai Opera è un vero e proprio viaggio attraverso le culture e le arti che definiscono il nostro tempo. Sono personalmente onorato di avere la possibilità di intervistarlo e cogliere l’occoasione unica di dare uno sguardo nei meandri del suo processo creativo nel forgiare un futuro culturale inclusivo e innovativo. Questo incontro mi permetterà di esplorare più a fondo le idee e le motivazioni che animano il suo lavoro, delineando un quadro più ampio del suo impatto sulla scena culturale emiratina come su quella globale.

Qual è stato il momento più significativo nel tuo ruolo di Sovrintendente della Dubai Opera fino ad ora?

Un momento particolarmente emozionante nella mia esperienza di Sovrintendente della Dubai Opera, è stato il lancio della prima stagione da me curata in questo teatro. Il progetto artistico che abbiamo presentato, ha segnato un punto di svolta sostanziale per l’intera organizzazione. L’obiettivo centrale dell’attuale stagione è quello di celebrare la straordinaria diversità culturale che caratterizza la comunità di Dubai, attraverso una programmazione fondata sull’eccellenza artistica, la pluralità dei linguaggi e la molteplicità delle esperienze. La Dubai Opera si propone oggi come una “House of Culture”, una piattaforma culturale vibrante e dinamica aperta al mondo e proiettata al futuro.

Come vedi l’evoluzione della scena culturale a Dubai nei prossimi anni?

Dubai si sta affermando sempre più come uno dei principali centri culturali della Regione dei Paesi del Golfo, come un hub globale dove convergono talenti, idee e progetti di straordinaria forza aggregativa. Siamo particolarmente orgogliosi di poter dire che la Dubai Opera svolge un ruolo fondamentale in questo processo di crescita e sviluppo socio-culturale.
Nel 2023, abbiamo registrato un record nel numero di spettatori (oltre 200.000), a testimonianza di quanto le arti contribuiscano a rendere la comunità di Dubai unita nel celebrare lo spirito multiculturale di questa città. La Dubai Opera sta sviluppando un modello culturale assolutamente unico, perché unico è il contesto sociale di Dubai. Certamente prendiamo a riferimento anche teatri e centri per le arti performative delle altre capitali mondiali, ma sarebbe assolutamente sbagliato pensare che il compito della Dubai Opera sia quello di emulare o copiare modelli culturali altri. La vera sfida è quella di creare un progetto artistico autentico, che risponda ai bisogni, le aspettative e le ambizioni di Dubai.

Quali sfide hai incontrato nel promuovere la diplomazia culturale attraverso la musica?

Alla Dubai Opera facciamo esperienza continua della straordinaria potenza della diplomazia culturale: nel rapporto palcoscenico-pubblico, istituzione-società, finanche all’interno della nostra organizzazione stessa. In qualità di Sovrintendente, interagisco quotidianamente con un team altamente multiculturale, composto da professionisti provenienti da oltre 20 paesi del mondo. Questa varietà rispecchia appieno la complessità culturale di Dubai, facendone un autentico terreno di sperimentazione per la diplomazia culturale a livello individuale e collettivo. Qui a Dubai sto imparando a comprendere cosa significhi essere un cittadino globale.

Ci sono progetti o iniziative specifiche che hai in mente per ampliare l’offerta culturale della Dubai Opera?

La Dubai Opera è diventata in pochi anni una delle realtà culturali più vibranti e dinamiche del mondo arabo. Dal 2016 ad oggi, abbiamo presentato oltre 2000 spettacoli ed ospitato sul nostro palcoscenico oltre 5000 artisti, tra solisti e compagnie, registrando oltre un milione di spettatori. Sono numeri importanti per un teatro che è in attività da soli sette anni. Progettiamo il presente ed immaginiamo il futuro della Dubai Opera con coraggio, motivati da una grande voglia di continuare ad innovare ed ispirare sempre più la straordinaria comunità globale di Dubai.

Nella programmazione 2023-24, abbiamo voluto dare spazio ad alcune delle grandi compagnie europee. Abbiamo aperto la nostra stagione proprio con il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Stato Ungherese e chiuderemo con il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma a maggio. Abbiamo da poco presentato uno spettacolo con i migliori giovani talenti della Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala. Un’opportunità per ispirare e stimolare i tanti giovani aspiranti ballerini che vivono a Dubai ed un’occasione per rafforzare i rapporti istituzionali tra la Dubai Opera ed il Teatro alla Scala, la cui orchestra si è esibita nel nostro teatro con uno straordinario concerto lo scorso 1° dicembre, in occasione della COP28.

Ad aprile, in occasione della Giornata Internazionale del Jazz, si esibirà sul nostro palco Ravi Coltrane, figlio di John Coltrane, considerato uno dei migliori sassofonisti della storia del jazz. Infine, a maggio presenteremo la prima edizione della “Film Music Week”, una rassegna interamente dedicata ai capolavori della musica per film, che apriremo con due concerti d’eccezione dedicati alla musica di Ennio Morricone, diretti dal figlio Andrea Morricone.

Come pensi che la tua esperienza precedente abbia influenzato il tuo approccio alla direzione della Dubai Opera?

Vivo il mio impegno professionale come una missione al servizio della comunità, intendendo la mia carriera come un cammino di crescita, condivisione e partecipazione, che mi consente di proiettarmi in una dimensione globale e multiculturale.

Dubai Opera è un’organizzazione complessa e strutturata, proprietà di Emaar, uno dei più grandi gruppi di sviluppo urbano al mondo. Operiamo come un’organizzazione privata, orientata al business. Il mio ruolo è quello di trovare “l’equilibrio perfetto” tra la dimensione economico-commerciale e quella artistico-culturale. Un incarico particolarmente delicato e di grande responsabilità, che mi sta consentendo di misurami in un contesto globale ed altamente competitivo. Un’opportunità unica per proiettarsi al futuro ed immaginare anche un nuovo modo di approcciarsi al management culturale.


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Paul Fasciano

Paul k. Fasciano è un Mental Coach prestato al mondo della comunicazione. E' anche Business Coach, Consulente, Editore e Autore.

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